Coronavirus/8 – Al via la fase due: riapertura dei cantieri nel rispetto dei protocolli

Entra oggi in vigore il Dpcm 26 aprile con il quale l’Esecutivo da il via alla cd. Fase 2 che vedrà la riapertura di molti cantieri.
Il Dpcm 26 aprile fissa una parziale ripresa delle attività produttive del paese: è previsto infatti il riavvio delle imprese di costruzioni, delle industrie manifatturiere nonché di quella tessile automobilistica e del vetro.
Fermo restando l’allentamento delle misure restano validi, in ambito lavorativo, i criteri fissati all’inizio dell’emergenza sanitaria:

  • Ove possibile, dovrà continuare ad essere applicato il lavoro agile (anche in assenza di accordi individuali) o promossa la fruizione di periodi di congedo ordinario e ferie;
  • È obbligatorio, anche nell’esecuzione della prestazione lavorativa, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;
  • È obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi o nel caso in cui, per la tipologia di prestazione di lavoro da eseguire, non sia possibile mantenere la distanza minima prevista.

Gli allentamenti incidono anche sulla mobilità dei lavoratori: nel territorio regionale questi potranno senza necessità di portare con sé l’autocertificazione (sarà infatti sufficiente esibire il tesserino dell’azienda in caso di controlli), autocertificazione che per gli spostamenti regionali, seppur consentiti, continuerà invece ad essere necessaria.

Il Dpcm individua nell’allegato 3 tutte le attività per le quali è consentita la ripresa che in ogni caso potrà “avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione” in mancanza le attività verranno sospese “fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.
È pertanto obbligatorio per tutte le imprese dotarsi di protocolli di sicurezza per la regolamentazione delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, il Dpcm contiene le specifiche misure di sicurezza da adottare negli ambienti di lavoro, nei cantieri e nel settore del trasporto e della logistica rispettivamente agli allegati 6, 7 e 8.

Circa l’importanza dell’adozione di protocolli di sicurezza si segnala inoltre che l’articolo 42, co. 2, del D.L. Cura Italia (D.L. 17 marzo 2020, n. 18) considera il contagio da coronavirus in ambito lavorativo come un infortunio meritevole di ricevere la copertura assicurativa Inail.
Pertanto, nel caso in cui non sia possibile dimostrare l’adozione di ogni misura di prevenzione necessaria, il datore di lavoro risulterà potenzialmente esposto alle responsabilità civili e penali connesse alla fattispecie.

È possibile scaricare il testo integrale del DPCM 26 aprile 2020 cliccando qui.



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